Nelle Lettere a Lucilio, Seneca sostiene la necessità di migliorare se stessi dal punto di vista morale, seguendo l'esempio delle persone virtuose ed esaminando le esperienze personali.
Egli critica anche l'educazione fine a se stessa, dicendo che è sbagliato dedicarsi allo studio senza mirare alla propria crescita interiore. Definisce la figura del saggio come colui che controlla le proprie passioni con l'uso della ragione e accetta il proprio destino.
Critica anche le ricchezze e i beni materiali a favore dei beni spirituali e dello sviluppo etico dell'individuo.
Il suo pensiero è quindi rivolto al percorso di autoeducazione che ciascuno deve compiere.
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