Carlo
Magno era riuscito a creare un Impero amministrativamente superiore ai
vari regni barbarici, quindi nel determinarne le istituzioni prese
ispirazione da ideali che sopravvissero per tutto il periodo medioevale.
L'Imperatore capì la grande importanza rivestita dalla cultura e cercò
di favorirne la diffusione con ogni mezzo, reintroducendo lo studio in
modo da elevare il livello d'istruzione tra i popoli dell'Impero. Molte
scuole pubbliche vennero aperte presso sedi vescovili e monasteri; in
esse si insegnavano la lettura e la scrittura. In un secondo tempo gli
studenti apprendevano la grammatica, la retorica e la dialettica; gli
studi proseguivano poi con l'apprendimento dell'aritmetica, della
geometria, della musica e dell'astronomia. Questo ordinamento degli
studi portò l'Impero a dotarsi di una classe di burocrati colti e molto
efficienti; tale ordinamento rimase in vigore fino agli inizi dell'età
moderna.
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